Numero 1 del 2025
80 anni dalla A alla Z
Testi pagina 77
RESISTENZA DELLE DONNE
Per secoli gli uomini ci hanno classificato come il sesso debole, il sesso forte erano loro. Ma loro erano solo il sesso col potere: forti erano e sono le donne, che senza potere sono sopravvissute alle ingiustizie, alle ingiunzioni, alle limitazioni, alle esclusioni, e hanno cercato vie e soluzioni, hanno riflettuto e combattuto, ciascuna a suo modo e nell'ambito della sua visione di vita. Già solo sopravvivere è RESISTENZA. Rosaria Faretina
RIFLESSIONE
Specchio del mondo e pensiero sul mondo. Emanuela Irace
RINASCITA
È una parola che ho tanto amato. L’ho amata perché ha caratterizzato l’uscita da un periodo molto doloroso della mia vita in cui sarebbe stato molto più semplice il lasciarsi andare, ma proprio grazie ad un grande cerchio di sorellanza che mi ha fatto sentire avvolta da un forte abbraccio di solidarietà femminile che è scaturita questa grande volontà di RINASCITA colma di nuove ed indimenticabili emozioni! Romana Facchinelli
RI(S)CATTO
Mi sono promessa di non diventare violenta come mio padre e non vittima sacrificale come mia madre. Ho creato un progetto: " Oltre la Panchina" non solo il 25 novembre e lo sto portando nelle scuole con l' Educazione Sentimentale. Anto Rutigliano
RISPETTO
È porre attenzione, ri-guardo: guardare ancora, all’indietro. Non sempre trattiamo col dovuto rispetto le persone e le cose. Non abbiamo la giusta considerazione che permetta di riconoscere il valore intrinseco delle cose o i diritti e la dignità e il carattere di qualcuno, soprattutto quando, rispetto a me, quel qualcuno esprime un’assoluta alterità e irriducibilità, come nel caso della disabilità psicofisica e dell’autismo.“Il mio rispetto”, invece, abbatte muri, costruisce ponti, guarda in trasparenza, attraversa, colma distanze in un battito di ciglia, non soffre di antipatie e simpatie faziose, è poetico: connette infiniti mondi. Scrivo di quel rispetto di sé che rende onorevoli impedendo di offendere e infierire. Parlo del rispetto della natura e del mondo animale frutto di una consapevolezza di stampo ecologico, che facendo sentire parte di un tutto spinge a divenire attivisti del rispetto stesso, ciò per riguardo di sé e della propria vita, che va anche guardata all’indietro per capire il presente. Ma rispetto è anche risguardare, guardare con sguardi belli, è un luogo interiore dal cui mirare le immagini della vita con ampia vista, è fare un passo indietro per avere maggiore prospettiva, essendo il rispetto un punto di vista, un piano nobile del nostro essere dal quale non viene a noi a guardare le cose e le persone con attenzione, cautela, cura, precauzione, prudenza, accortezza, come se chi e ciò di cui io ho rispetto fosse un mondo da scoprire dall’inestimabile valore per la sua unicità. Il rispetto, d’altronde, cos’altro potrebbe essere all’origine se non uno
sguardo attento a cui non possa che seguire un movimento rispettoso verso l’esterno: un gesto calmo e gentile, una parola appropriata, un tocco d’ineffabile sensibilità, per l'appunto un guardarsi indietro, ciò per non lasciare nulla di intentato, non abbandonare, perdere qualcosa o qualcuno o parti di sé o gli attimi della vita, incluso ciò che potrebbe apparire insignificante a uno sguardo distratto. Il rispetto di cui ho scritto è un sentimento che vorrei riuscire a provare per me stessa, e null’altro sarebbe che la cura della mia vita. Marina Morelli, donna, madre di due giovani donne con autismo, scrittrice