Numero 1 del 2024
Dedicato a Marisa Rodano
Testi pagina 7
Noidonne e la ‘mia’ Marisa
Tiziana Bartolini
Ho conosciuto personalmente Marisa Rodano nei primi anni di questo secolo. Nel 2000 NOIDONNE aveva interrotto le pubblicazioni a causa di una pesante situazione debitoria e, contattata attraverso Anita Pasquali, avevo assunto la direzione editoriale di NOIDONNE nel tentativo estremo e assai coraggioso, insieme ad un piccolo gruppo di amministratrici del giornale, di non perdere una testata storica delle donne e di non disperdere un patrimonio culturale e archivistico unico nel suo genere.
Marisa, citando il giornale, ha parlato a ragione di “abnegazione” (Memorie di una che c’era. Una storia dell’Udi, il Saggiatore, 2010), dimostrando di aver ben compreso la responsabilità che ci eravamo assunte, oltre all’impegno che ne derivava, in un contesto politico che era completamente cambiato rispetto agli scenari dei decenni precedenti: partiti e movimenti di riferimento scomparsi o fortemente indeboliti, capovolgimenti politici, la diffusione del web con i radicali mutamenti del giornalismo e della comunicazione, mercato pubblicitario polverizzato.
Di questa sua affettuosa attenzione e vicinanza, tra le tante, mi piace ricordare la sua partecipazione alla festa per i 65 anni di NOIDONNE (Roma, Caffè Letterario, 7 maggio 2010). Affetto che ha confermato coinvolgendomi, accanto a Paola Gaiotti De Biase e Alfredo Reichlin, alla presentazione della sua autobiografia che organizzammo come giornale insieme all’Udi romana La Goccia e alla Casa internazionale delle donne di Roma (4 dicembre 2008): una bella foto, scattata alla fine dell’incontro e pubblicata in NOIDONNE, la ritrae in un gruppo folto e sorridente di amiche e compagne di tante battaglie.
Marisa ha sempre seguito il giornale, che è stato espressione dell’Udi fino alla metà degli anni Novanta. Anche le nuove edizioni le arrivavano regolarmente ogni mese, e ha continuato a leggerlo nella versione settimanale on line dopo che la versione cartacea è stata interrotta, nel 2016. Questa continuità editoriale ha creato numerose occasioni di incontro e scambio tra noi, rinnovando continuamente il nostro rapporto alla luce degli accadimenti.
È davvero lunga la lista, tra articoli a sua firma o interviste che mi ha rilasciato per NOIDONNE commentando l’attualità con sempre lucide riflessioni. Il ricordo del “suo” 1968 nell’ambito di un ciclo pubblicato nel 2008; la condanna del fascismo in un’intervista per il 25 aprile 2017; una conversazione a tutto campo - dai diritti riproduttivi alla sinistra, dall’Europa ai femminismi fino a Papa Francesco - del gennaio 2016. Solo per citarne alcuni.
Merita una particolare segnalazione la sua preziosa testimonianza delle lotte contadine degli anni Cinquanta, raccolte in un video e un libro “Donne a Agricoltura nel Lazio” (2010), un importante progetto che senza il contributo di Paola Ortensi non sarebbe stato possibile realizzare.
Non posso dimenticare un gesto bellissimo che Marisa ebbe nei miei confronti in occasione del Premio Standout Women Award, iniziativa di Anna Maria Gandolfi cui nell’occasione collaborò anche Daniela Carlà e che si tenne nella Sala della Regina alla Camera dei Deputati (6 novembre 2019). A Marisa era stato consegnato il riconoscimento all’inizio della cerimonia per consentirle di andare via presto, in considerazione della sua età; invece lei volle aspettare la mia premiazione. Credo di essermi commossa, nel breve ringraziamento, anche per la sua presenza: ricevere un riconoscimento come direttora di NOIDONNE alla presenza di una delle fondatrici aveva, per me, un valore davvero inestimabile!
Lungo questo cammino NOIDONNE ha incontrato anche Noi Rete Donne, iniziativa di cui Marisa Rodano e Daniela Carlà sono state fondatrici nonché autorevoli e sapienti animatrici. Partecipando assiduamente alle riunioni ho conosciuto un’altra dote di Marisa, innata, forse, ma certamente coltivata nel corso di una vita intera dedicata alla politica: la capacità di portare a sintesi ragionata e ordinata un insieme di discorsi con differenti e ampie articolazioni. Un grande lavoro, quello di Noi Rete Donne, un’esperienza importante che raccoglie professionalità e competenze femminili mettendole generosamente al servizio di un progetto di interesse comune in cui Marisa è stata esempio e guida di una modalità dello stare insieme, superando diversità di opinioni e posizioni. Un percorso che NOIDONNE negli anni ha contribuito a valorizzare aprendo nel sito (www.noidonne.org) uno spazio dedicato solo alla Rete e in cui sono raccolti tutti i contenuti e gli appuntamenti, rilanciati anche attraverso le varie piattaforme social.
Scrivere, oggi, questo ricordo di Marisa, nell’anno in cui NOIDONNE taglia l’importante traguardo dei suoi primi 80 anni (1944/2024) ha un valore simbolico e sembra segnare la necessità di un punto di svolta. Come se, con la scomparsa di una delle principali protagoniste dell’inizio di questa grande storia, voluta dalle donne per le donne, sia giunto il tempo di aprire un nuovo capitolo che ne onori la memoria avendo la capacità di posare un diverso sguardo femminile sul mondo che si prospetta con tante novità, contraddizioni e impreviste complessità.
Anche nel nome di Marisa e dell’esempio che ci ha consegnato cercheremo di essere all’altezza di questo compito non facile.