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Numero 1 del 2025

80 anni dalla A alla Z


Foto: 80 anni dalla A alla Z
PAGINA 64

Testi pagina 64

DISCRIMINAZIONE INTERSEZIONALE e parità retributiva di genere
Nel maggio 2023 è stata approvata la nuova direttiva UE (2023/970) che rafforza l'applicazione della parità retributiva tra uomini e donne mediante migliori meccanismi di trasparenza salariale. La direttiva introduce il divieto di discriminazione intersezionale: “La discriminazione retributiva basata sul genere…. può ... implicare un'intersezione di vari assi di discriminazione o disuguaglianza qualora il lavoratore appartenga a uno o più gruppi protetti contro la discriminazione fondata sul sesso, da un lato, e la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale…. dall'altro. Le donne con disabilità, le donne di origine razziale ed etnica diversa comprese le donne rom e le donne giovani o anziane rientrano tra i gruppi che possono subire la discriminazione intersezionale. La presente direttiva dovrebbe pertanto chiarire che, nel contesto della discriminazione retributiva basata sul genere, dovrebbe essere possibile tenere conto ….di qualsiasi situazione di svantaggio derivante da una discriminazione intersezionale”. Non solo quindi il divieto di discriminazione di sesso, età, razza, religione, disabilità, orientamento sessuale e di discriminazione multipla nel caso di una somma di più discriminazioni - come già previsto nella legislazione italiana - ma anche la considerazione di una diversa fattispecie di discriminazione, risultante da un intreccio indivisibile di discriminazioni che non possono essere provate né trattate indipendentemente l’una dall’altra di cui la legge italiana e la contrattazione devono tener conto. Costituendo un aspetto che aiuta la trasparenza e dunque la parità retributiva, la proibizione di discriminazione multipla e intersezionale viene inclusa per la prima volta all’interno del quadro legislativo dell’UE e si spera possa avere future implicazioni positive anche al di là della parità retributiva, magari pure nei casi di discriminazione nelle assunzioni delle rom e di discriminazione indiretta nei luoghi di lavoro di cui sono vittime le donne islamiche che indossano il velo. Mariagrazia Rossilli

DISMORFOFOBIA
Un’ombra si stende sulla contemporanea società dove il culto dell’immagine perfetta e la dittatura del corpo minacciano alcune importanti conquiste femminili, scavalcando qualsiasi limite d’età.
Ossessive correzioni estetiche, vecchi e nuovi disturbi alimentari - anoressia e bulimia, ma anche ortoressia (ossessione del mangiare sano) binge eating (alimentazione incontrollata) bigoressia (maniacale preoccupazione per la forma fisica) - e poi sindrome di Grimilde e gerascofobia, rivelano una visione distorta del proprio aspetto esteriore (dismorfismo corporeo o dismorfofobia) che può condurre verso un’irreparabile non accettazione del sé. Elisabetta Pandimiglio
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