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Numero 11 del 2009

Sex love & ...


Foto: Sex love & ...
PAGINA 43

Testi pagina 43

Paura, sofferenza, mor-te: le conseguenze del-
la guerra, la più tragica
follia di tutti i tempi, han-
no ispirato Virgilio Sieni,
coreografo e danzatore
italiano dalla limpida e
originalissima scrittura in
uno spettacolo impossibi-
le da dimenticare: "Sonate
Bach al dolore degli altri".
La composizione che pe-
netra con effetto imme-
diato nell'anima, è un in-
treccio di musica, danza e
semplici didascalie con
scarne evocazioni, segna-
to dalla durezza e dalla crudeltà delle
emozioni strazianti di una via crucis di
guerre: Sarajevo, Kigali, Srebrenica, Tel
Aviv, Jenin, Baghdad, Istambul, Beslan,
Gaza, Benthala, Kabul. Sono undici
quadri, dove erompe la forza della dan-
za, espressa dai cinque ballerini impe-
gnati in una esplorazione di estrema dif-
ficoltà: Simona Bertozzi, Ramona Caia,
Massimiliano Baracchini, Csaba Moi-
nàr. Su una musica dalla mirabile e ri-
gorosa compiutezza, con apparente li-
bertà di improvvisazione i corpi si
espandono, si ritraggono, si contorcono,
sussultano davanti al terrore, al pati-
menti e alla perdita ingiusta della vita.
Nel segno coreografico tracciato dai
quattro interpreti avvinti in grovigli ine-
stricabili, convulsi o rallentati e nel
quadro dai tratti e dai contorni duri
emersi da una oscurità fatta di dolore,
non c'è nulla di epico, solo il gelo del-
l'assenza di speranza e una fraterna pie-
tà. E intanto nomi di luoghi e date scor-
rono inghiottite presto dal buio e dal-
l'indifferenza della storia che le ha già
relegate nel passato, mentre le tragedie
sono ancora in atto sulla scena. Agli
undici movimenti che compongono le
tre sonate per pianoforte e violoncello
(eseguite mirabilmente da Stefania Ra-
daelli e dal giovanissimo Amedeo Cic-
chese) si accompagnano le immagini
proiettate di cani randagi che nella ne-
ve sporca vagano senza padrone e sen-
za cibo. Tratto dal video di Adriano So-
fri "I cani e i bambini di Saraievo", il fil-
mato conclude con la sua atrocità mu-
ta questo spettacolo che scuote la co-
scienza. Realizzato dal Teatro Stabile di
Torino e dalla Fondazione
Teatro Regio, figura nel car-
tellone di TorinoDanza al-
l'interno di MITO Settembre
Musica. La rassegna di
danza contemporanea,
estesa fino al 4 dicembre,
reca dodici rappresentazio-
ni di alta qualità sottoli-
neate da un interrogativo
del suo artefice, Gigi Cristoforetti:
"Quando la bellezza riprenderà ad offri-
re una sua rappresentazione del mondo,
meno silente e più capace di mettersi di
fronte al frastuono delle violenze, sul-
l'altra sponda del fiume impetuoso del
nostro tempo presente?"
noidonne novembre 2009 43
Bach nel gelo della guerra
Danza e non solo
Mirella Caveggia
undici quadri dolenti sulla
follia e lo strazio del conflitto
Perla: la Santa, la Regina, la Strega
Tre monologhi di tre donne diverse e con tre storie differenti,
che hanno in comune il nome e un destino da omicida. La bel-
lezza del testo di Anna Ceravolo sta nel tono alto della passio-
ne dei tre linguaggi(il mistico, il regale e l'onomatopeico), con
cui vengono raccontate le circostanze, che portano le tre donne
a subire così tanta violenza, da essere costrette al gesto estremo nei confronti del-
l'aguzzino, confermando la condanna sociale, invece di trovare la liberazione.
Domitilla Colombo è l'unica solida protagonista, capace d'interpretare tre personali-
tà, diverse per linguaggio, competenze, condizione sociale e modo d'essere e d'esi-
stere, facendo vivere l'identità d'ognuna con grande forza sul palcoscenico, davanti
e dentro lo spettatore, senza confusioni, né incertezze. Una giovane e grande attri-
ce. L'essenziale originalità delle scene, dei costumi e dell'allestimento di Carla
Ceravolo sostengono e rafforzano l'intensità dell'interpretazione. La condizione della
donna, quando, capace e competente, mette in pericolo la supremazia e il potere
maschile, è vestita e situata con una verità ironica: abiti di pura invenzione, con
materiali naturali; luoghi cupi, rischiarati da piccole lampadine natalizie, significati-
vi di una posizione nel mondo, dove esterno e interno coincidono. Il suono dell'ar-
pa dal vivo di Silvia Minardi ha l'apparente funzione di spezzare e riempire il tempo,
che intercorre fra una storia e l'altra, ma è anche un'invenzione utile allo spettatore,
per rimanere vigile nell'ambito artistico dell'ignoto, dell'invisibile e di quanto supera
l'evidente, con un forte sospetto di verità. Tutto contribuisce a dare semplicità e
complessità, chiarezza e splendida oscurità ai tre dirompenti monologhi: il coordi-
namento musicale di Emanuele Patti, le luci di Piero Taddei, l'assistente alle scene
Simone Trezzi e le azioni sceniche di Sabrina Ceccobelli e di Pasquale Crispino. Solo
negli spazi bianchi, inediti, sotterranei e comunicanti del Teatro di Documenti
(Roma) è possibile uno spettacolo così itinerante, dove figure, nate dal sogno e dal
mito accompagnano lo spettatore dentro i meandri dello spazio, del tempo, della
storia, dei monologhi e dell'anima. La sua anima.
Marilena Menicucci
Foto di Piero Tauro
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