Noi Donne Home La Nostra Storia Archivio Materiali Contatti

Ricerca nell'Archivio

Numero 1 del 2025

80 anni dalla A alla Z


Foto: 80 anni dalla A alla Z
PAGINA 40

Testi pagina 40

i sessanta /1960- 1969

DAL MIRACOLO ECONOMICO ALLE CONTESTAZIONI. LE DONNE METTONO IN DISCUSSIONE LA FAMIGLIA TRADIZIONALE

Il rotocalco cresce, racconta eventi internazionali e mette in rilievo temi scomodi come l’aborto, il sesso e le gabbie familiari, rivelando le tante facce di una società che opprime le donne

Speciali gli anni Sessanta con le piazze che reagiscono contro i tentativi di imporre regimi di destra. Intanto il paese cammina verso il miracolo economico, dietro al quale però c’è lo sfruttamento di manodopera soprattutto femminile, la crescita dell’emigrazione dal sud e le condizioni faticose di vita delle donne prese dal doppio lavoro. Nelle città del nord ci sono segnali di modernizzazione ma ancora troppe donne sono vittime di retaggi patriarcali in famiglie dominate dalla legge del delitto d’onore e in cui l’aborto è un fatto clandestino. Importanti eventi internazionali incidono sull’opinione pubblica: la nuova frontiera di John Kennedy, la lotta contro la discriminazione razziale, la guerra del Vietnam. A poco a poco entra in scena il vento divisivo e vitale del ’68 che apre orizzonti alle giovani generazioni. Grazie alla professionalità di giornaliste come Milla Pastorino, Giulietta Ascoli, Giuliana Dal Pozzo, Miriam Mafai, Bruna Bellonzi e Gabriella Lapasini, per NOIDONNE è un decennio di crescita giornalistica e di diffusione. Aumentano le pagine, le copertine diventano sempre più ricche di titoli e immagini, la pubblicità commerciale cresce. Gli avvenimenti del mondo sono sempre più presenti. Con la direzione di Miriam Mafai dal 1965 aumentano i servizi di inviati all’estero. Le inchieste di Giuliana Dal Pozzo, come direttrice e poi come redattrice, scoperchiano questioni tenute sotto le pieghe dentro e fuori le mura domestiche. Il 1961 si apre con un’inchiesta sul tema dell’aborto: “Nessuna vi dirà mai niente”, dice una delle intervistate. Invece le donne, superando vergogne e remore, parlano della diffusa paura di gravidanze non volute, delle pratiche medievali per evitare le maternità, delle morti. I servizi fanno scalpore ma la chiara posizione del giornale accresce il suo peso tra le donne. C’è poi un altro modo di svelare le realtà: prendere fatti di cronaca che coinvolgono le donne e mostrare tutti i risvolti drammatici che spesso le riguardano. Continua la campagna conto il reato di adulterio e il matrimonio riparatore, che solo dopo la denuncia di Franca Viola trovano la dovuta attenzione. NOIDONNE entra anche nelle dinamiche delle famiglie, facendo emergere la distanza tra le reali situazioni di prepotenze maschili, contrasti familiari, separazioni di fatto, infelicità dei figli e impossibilità di soluzioni legali, anticipando la battaglia per il divorzio. Contro l’idealizzazione della coppia l’inchiesta dal titolo ”Lode alla solitudine” parla delle nuove forme di libertà femminili. Fanno scalpore gli articoli contro il mammismo con il titolo provocatorio “Meglio orfano”. Sul piano sociale si legge la migrazione da un punto di vista di genere: vedove bianche e capofamiglia di necessità. Il tema del lavoro lo si affronta non solo come bisogno economico delle donne e delle condizioni di sfruttamento (tante le inchieste sul lavoro a domicilio) ma della fatica di sostenere ritmi stressanti di vita tra famiglia e lavoro. “Non siamo angeli del focolare” titola un’inchiesta di Gabriella Lapasini, Luciana Castelli e Giulietta Ascoli che denuncia le disparità tra donne e uomini ma si chiede anche se le casalinghe sono vere disoccupate o se vanno calcolate le ore di lavoro. Il ruolo della tv nella vita del paese è sempre più visibile nel giornale. Si segnalano programmi, si promuovono commedie, fino ad arrivare a sostenere con punti di ascolto autonomi le lezioni del maestro Manzi. Umberto Eco nel 1964 invita le donne ad una riflessione su come il nuovo mezzo influisce sulla loro vita: ha svegliato il cervello o è un piacevole narcotico? Grande spazio ce l’ha l’infanzia, criticando le diffuse pratiche educative repressive nella scuola e nelle famiglie. In quegli anni NOIDONNE ha un collaboratore d’eccezione, Gianni Rodari, che capovolge i punti di vista e spazza via radicati pregiudizi e abitudini educative. Con articoli dai titoli sfidanti e accompagnati da immagini fantasiose si rivolge soprattutto alle famiglie e agli insegnanti mettendosi sempre dalla parte del bambino e della bambina. Nel supplemento “L’Album dei bambini” ci sono giochi, fumetti, fiabe e racconti storici. Un’iniziativa che si collega alla parallela pubblicazione de “Il pioniere”, prodotto in alternativa al Corriere dei Piccoli. Quando il vento delle contestazioni soffia nelle Università americane e nelle piazze di alcune città europee, il giornale vuole esserci e capire attraverso reportage e servizi dall’estero. Si documentano le prime occupazioni scolastiche in Italia e si indaga sui cambiamenti negli stili di vita. Gabriella Lapasini fa parlare i ragazzi e le ragazze che sono andati via di casa creando le prime comuni, ad imitazione di tanti giovani europei. Il 1968 è anche l’anno della rivolta di Praga e Miriam Mafai scrive la sua amarezza per la repressione contro la voglia di rinnovamento della gioventù cecoslovacca. Stavolta il Partito comunista condanna l’invasione sovietica. La guerra in Vietnam, iniziata nel 1965 con i bombardamenti americani, diventa simbolo della lotta contro l’imperialismo americano. In Italia la solidarietà con la guerra di liberazione dei vietnamiti è forte. L’Udi è in prima linea e sostiene le donne vietnamite, nuove resistenti, ospitando delegazioni e recandosi ad Hanoi per incontrare le dirigenti più attive; NOIDONNE ha un ruolo importante nel fare conoscere il protagonismo femminile in quella lotta. Si contesta animatamente anche la versione di Oriana Fallaci su come descrive la situazione ad Hanoi. Nel 1969 Giuliana Dal Pozzo firma un’inchiesta controcorrente sull’uomo di sinistra, in tutte le declinazioni: marito, padre, amante, ragazzo, lavoratore. L’inchiesta suscita scalpore tra le lettrici ma soprattutto nella sinistra. Questa apertura culturale del giornale contribuirà molto a dare alle donne strumenti critici su temi come il divorzio e l’aborto, aldilà delle resistenze nella sinistra. L’ultimo numero del 1969 fa in tempo a condannare la strage di Piazza Fontana, segnale di una fase difficile che si apre nel paese.
\


©2019 - NoiDonne - Iscrizione ROC n.33421 del 23 /09/ 2019 - P.IVA 00878931005
Privacy Policy - Cookie Policy | Creazione Siti Internet WebDimension®