Numero 2 del 2018
Parlare di violenza
Testi pagina 4
LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE C’È SEMPRE STATA
Daniela, Rebibbia, 26 novembre 2018
La violenza contro le donne c’è sempre stata. Mi ricordo come fosse ieri che mi svegliavo con gridi, urla e minacce e mi mettevo a piangere. Avevo 3 anni quando sentivo tutto ciò e mi ricordo anche quando mia madre con me in braccio scendeva di fretta le scale dal quarto piano perché minacciata di morte da mio padre.
Questo è successo 36 anni fa e per una donna, nel mio paese, era una vergogna divorziare. Addirittura mia nonna consigliava mia madre di non divorziare mai perché il ruolo della moglie è di subire tutto dal marito senza dire niente a nessuno.
Mia madre non ha ascoltato nessuno, ha pensato al suo e al mio bene perché non potevo crescere in quell’ambiente e ha divorziato.
È stata molto coraggiosa ma soprattutto era una donna che da piccola ha studiato e ha lavorato senza dover dipendere da nessuno e proprio per queste doti ha avuto la forza di fare questo passo.
La devo ringraziare per questo, perché grazie a questa sua decisione io sono cresciuta poi in un ambito tranquillo e sereno. Dopo 3 anni dal divorzio, infatti, mia madre ha conosciuto un altro uomo e, oltre ad essere stato per lei un buon marito, è stato ed è un padre favoloso per me, visto che il mio padre naturale no si è mai fatto vivo in 36 anni.
La mia conclusione è che nessuna donna deve mai accettare neanche uno schiaffo dall’uomo con il quale sta perché se un uomo ti ama veramente non lo deve fare mai. Nello stesso tempo credo che una donna che studia, che legge, che è informata e sicura di se stessa delle sue forze psichiche e fisiche non deve mai accettare di stare in una situazione o in una relazione che non la fa felice e, soprattutto, che non la fa vivere serenamente.
CI RIBELLIAMO, LORO SI SENTONO PERSI E CI UCCIDONO COME LE MOSCHE!
Anna Maria, Rebibbia, 26 novembre 2018
Questo non è più possibile. Noi li amiamo, noi li rispettiamo, noi li partoriamo e li scegliamo ad un certo punto con tanto amore come compagni della nostra vita, per amarli amarci e creare con loro nuova vita. Loro all’inizio dicono di amarci e poi….. si impossessano di noi, ci intossicano la mente e il cuore e noi li amiamo ancora, perché pensiamo che sia questo l’amore… e andiamo avanti, con dolore, sofferenza e sottomissione. Sempre pensando: è colpa nostra, non siamo capaci di capire l’amore coniugale, loro diventano i padroni della nostra vita e di tutto ciò che di bello e diverso da loro ci circonda. E dicono ancora di amarci. Ci creano un vuoto attorno, che ci rende fragili. A noi questo amore non piace più!
Ci ribelliamo, loro si sentono persi e ci uccidono come le mosche!
Basta, chiediamo aiuto, meglio martiri che schiave!
Ma quante martiri ancora? Lo Stato dove sta?