Numero 1 del 2024
Dedicato a Marisa Rodano
Testi pagina 31
Un modello da seguire
Laura Onofri
Ho conosciuto Marisa Rodano di persona in occasione del convegno “Democrazia paritaria in Italia e in Europa” organizzato da Noi Rete Donne il 15 gennaio del 2020 tenutosi alla sede del Parlamento europeo a Roma.
Ero stata invitata da Daniela Carlà, fondatrice insieme a Marisa della Rete, per fare il punto sulla riforma costituzionale, sulle leggi elettorali, sulla doppia preferenza e sulla presenza femminile nei luoghi decisionali. Conoscevo il grande lavoro sulla democrazia paritaria che Noi Rete Donne portava avanti da tantissimi anni con analisi precise, proposte e iniziative frutto di un impegno di donne determinate e competenti e fui subito affascinata da questa realtà.
Il privilegio maggiore però, fu quello di trovarmi seduta vicino a Marisa Rodano, punto di riferimento di tante generazioni di donne e che aveva speso la sua vita per la democrazia, per le istituzioni, ma soprattutto per i diritti delle donne. E quella per la democrazia paritaria era solo l’ultima delle sue battaglie in favore delle donne.
Certamente, per me e per tante donne della mia generazione, un mito.
Non conoscevo tuttavia una delle qualità che ho maggiormente apprezzato in Marisa, forse quella più importante: la sua semplicità, il suo essere sobria, misurata e schernirsi di fronte agli apprezzamenti e agli elogi che veniva spontaneo rivolgerle pensando alla sua esistenza, tutta dedicata a difendere i valori della libertà, i principi della democrazia, i diritti delle donne e la giustizia sociale. Un’icona, ma che al contrario di altre donne importanti della nostra Repubblica, aveva mantenuto un modo di fare semplice, schiva ma al tempo stesso empatica e sensibile, pronta all’ascolto, alle esigenze e alle emozioni degli altri e delle altre.
Quel giorno al Convegno venne assegnata la Medaglia del Presidente della Repubblica, un prestigioso riconoscimento a Noi Rete Donne ma sicuramente un riconoscimento al lavoro importante che Marisa Rodano ha condotto, insieme a Daniela Carlà, per imporre il tema della democrazia nell’agenda politica del Paese. Da quel giorno sono entrata a far parte della Rete e ho avuto l’onore di conoscerla meglio e di partecipare ai festeggiamenti per i suoi 100 anni. I suoi insegnamenti, ma soprattutto il suo esempio dovranno essere per noi non solo un ricordo, ma un modello da seguire.