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Numero 11 del 2009

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novembre 2009 noidonne30
Ameno di un mese dall'uccisione del-l'attivista dell'Ong Memorial, Na-
talya Estemirova (15/7/2009), con una
dinamica tragicamente analoga, altri
due militanti di un'organizzazione uma-
nitaria giovanile sono stati eliminati al-
la periferia di Grozny. Si tratta di Zare-
ma Sadulayeva e del marito Alik Dzha-
brailov, collaboratori di "Let's Save the
Generation", un'Ong che si occupa di
dare assistenza ai giovani emarginati
per evitare il loro arruolamento nelle
sanguinarie bande armate di cui è infe-
stata la Repubblica caucasica. Sono
stati portati via dall'ufficio dell'Organiz-
zazione umanitaria, dove lavoravano,
da uomini armati che hanno detto di es-
sere rappresentanti delle strutture mili-
tari e dei servizi di sicurezza. Il giorno
dopo è arrivata la notizia del ritrova-
mento, nel bagagliaio di un'auto, dei
corpi dei due militanti privi di vita e cri-
vellati da colpi d'arma da fuoco. L'auto
era parcheggiata in una via del sobbor-
go di Chernorechye alla periferia di
Grozny. La notizia è stata immediata-
mente diffusa da Aleksandr Cerkasov
del direttivo di Memorial su radio Eco di
Mosca e confermata subito dopo anche
dal ministero dell'Interno ceceno. Come
nel caso di Natalya Estemirova, Memo-
rial ha accusato di responsabilità diret-
ta nel delitto dei due attivisti il presi-
dente ceceno Kadyrov, additato come
complice (se non addirittura mandante)
di diversi omicidi politici. Il presidente
dell'Assemblea parlamentare del Consi-
glio d'Europa, Lluìs Maria de Puig, ha
espresso il suo sgomento per l'uccisione
della responsabile dell'Ong "Let's Save
the Generation" e di suo marito: "La si-
tuazione dei difensori dei diritti umani
in Cecenia e nel Caucaso del Nord è di-
ventata insostenibile. La minaccia co-
stante che incombe su questi militanti
non può più essere tollerata in un paese
del Consiglio d'Europa. Chiederemo al-
l'Assemblea di considerare il caso senza
ulteriori ritardi. Il nostro appello alle
autorità in seguito all'uccisione di Na-
talya Estemirova il mese scorso non ha
avuto assolutamente nessun effetto. Co-
loro che hanno perpetrato questi crimini
devono essere identificati e portati da-
vanti alla giustizia".
Continua, dunque, la tragica scia di
sangue che in Russia (soprattutto in Ce-
cenia e in Daghestan), negli ultimi anni,
ha condotto alla morte giornalisti, mili-
tanti e attivisti di Ong impegnati nella
difesa dei diritti umani. Certo, la situa-
zione nel Caucaso è complicata: dietro
questi assassini c'è un intreccio di estre-
mismo islamico, scontri tra bande riva-
li e vicende di corruzione. C'è una lunga
storia di diritti negati e di terribili soffe-
renze delle popolazioni civili, a partire
dalle convulsioni indipendentiste della
Cecenia esplose al momento del crollo
dell'Urss fino alla sua attuale pacifica-
zione imposta con la forza dopo due
guerre cruente. Non v'è dubbio che que-
ste hanno creato nel tempo uno stuolo
di banditi, killer professionali e disadat-
tati.
L'omicidio dei due militanti di "Let's
Save the Generation" è avvenuto 6 gior-
ni dopo l'apertura del nuovo processo di
Anna Politkovskaya (5/8/2009). Gli in-
diziati dell'omicidio della scomoda gior-
nalista russa assassinata a Mosca il
7/10/2006 erano stati assolti in primo
grado il 19/2/2009. A seguito della sen-
tenza del tribunale moscovita, la pub-
blica accusa è immediatamente ricorsa
in appello, pur se i difensori della gior-
nalista uccisa hanno sempre definito i
quattro imputati dell'omicidio "capri
espiatori", ritenendo necessario risalire
anche ai mandanti. Il nuovo dibatti-
mento fa seguito all'annullamento della
sentenza di assoluzione dei quattro im-
putati per "vizi procedurali" deciso il
25/6/2009 dalla Corte suprema. Una
notizia che in un primo momento ha da-
to sollievo e speranza a molti, delusi da
quel processo dai troppi punti oscuri, a
partire dallo scandalo delle porte chiu-
se, poi aperte, poi di nuovo chiuse per
decisione del giudice. A chiedere l'an-
nullamento della sentenza è stata la
Procura generale russa, guidata da Yuri
Chaika. Gli imputati principali nel pro-
cesso-bis sono i fratelli ceceni Dzhabrail
e Ibragim Makhmudov, ritenuti i pre-
sunti "pedinatori" della vittima, Serghei
Kadzhikurbanov, anch'egli ceceno, ex-
funzionario della polizia moscovita, ac-
cusato di essere l'organizzatore logistico
dell'assassinio (arrestato poco dopo
l'assoluzione per una vicenda di estor-
sione) e il colonnello Pavel Riaguzov,
membro dei servizi segreti centrali russi
(Fsb), reo d'abuso d'ufficio e concussio-
ne per avere fornito ai presunti assassi-
ni informazioni sulla vittima in cambio
di una mazzetta di 10mila dollari. Un
altro dei quattro fratelli Makhmudov,
anche lui indagato (potrebbe essere l'e-
secutore materiale del delitto), è fuggito
all'estero.
Nell'ottobre 2007, la Commissione
per la protezione dei giornalisti (The
Committee to Protect Journalists - CPJ)
ha riferito al presidente russo Vladimir
Putin che il mondo seguiva con atten-
zione il corso dell'inchiesta sull'uccisio-
Caucaso del Nord / seconda parte
Chi ha ucciso Anna Politkovskaya?
Cristina Carpinelli
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