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Numero 1 del 2024

Dedicato a Marisa Rodano

 


Foto: Dedicato a Marisa Rodano
PAGINA 27

Testi pagina 27

Antidoto al presentismo e modello per noi giovani
Matteo Marcaccio

Ho conosciuto Marisa Cinciari Rodano grazie alle lezioni appassionate della professoressa Fiorenza Taricone, trasmettendoci la sua stima e la sua ammirazione per questa protagonista del Novecento.
Marisa Rodano nasce il 21 gennaio 1921 mentre a Livorno veniva fondato il Partito comunista italiano che, insieme all’attività istituzionale, divenendo la prima donna a presiedere la Camera dei Deputati in qualità di vicepresidente e alla militanza nell’Udi, scandiranno tutta la sua esistenza. Marisa appartiene a quella generazione che ha abbracciato la politica non per scelta ma perché obbligata dagli eventi storici: prima il fascismo e poi la guerra con le loro aberrazioni da contrastare, la Resistenza e la ricostruzione dalle quali non poteva esimersi. Nella sua formazione come per le scelte politiche è stato fondamentale il suo rapporto con la fede e il pensiero cattolico che la porterà ad essere una dei principali interpreti del cattolicesimo filomarxista.
Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del conferimento a Marisa Rodano della Laurea Honoris Causa in Scienza della Comunicazione dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, avvenuta l’8 marzo 2013 su proposta della prof.ssa Fiorenza Taricone, ha ricordato “la continua ed importante attività da lei svolta, sul piano politico e su quello culturale, per la piena attuazione del principio costituzionale dell’ uguaglianza e pari dignità di tutti i cittadini e dunque per la piena affermazione del ruolo civile e sociale della donna nel nostro Paese e in tutto il Mondo”.
Tutto ciò mi ha spinto ad iniziare un lavoro di ricerca e approfondimento, concluso con la stesura della tesi di laurea, su questa personalità verso la quale la storiografia non è stata molto generosa nonostante sia stata sempre all’avanguardia sostenendo riforme e leggi di cui il Paese aveva bisogno, ma che i partiti e le Istituzioni non riuscivano a comprendere. Appassionata militante per la libertà e segnatamente per i diritti delle donne, è stata una giovane donna che ha rinunciato a tutti gli agi da figlia di podestà per seguire i suoi ideali e l’amore della vita, Franco Rodano, sopportando anche mesi di carcere.
Penso che Marisa Rodano debba essere considerata da noi giovani un modello ed un antidoto alla precarietà e al presentismo, di cui siamo vittime, che tende ad attenuare ogni forma di memoria, di utopia e quindi di futuro. Come ci ha insegnato, più che a traguardi ambiziosi cercheremo percorsi gratificanti.
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