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Numero 1 del 2024

Dedicato a Marisa Rodano

 


Foto: Dedicato a Marisa Rodano
PAGINA 26

Testi pagina 26

Una stima personale reciproca
Pia Locatelli

Marisa politica? No Marisa umana. Questo è il tratto della nostro conoscerci verso la fine degli anni Ottanta e il nostro percorso verso l’amicizia.
Appartenevamo al mondo della politica ma in due ambienti diversi, certo non opposti perché entrambe della sinistra italiana, ma a due mondi in competizione: il mondo del Comunismo italiano e quello del Socialismo fortemente segnato dall’appartenenza alla famiglia delle Socialdemocrazie europee, appartenenza che inorgogliva molto le donne del Psi. Dalle Socialdemocrazie nordiche copiavamo le proposte e le battaglie per la nostra promozione politica, a partire dalle quote, per rompere il monopolio maschile nei partiti e nelle istituzioni.
Marisa era una figura storica dell’universo comunista e delle donne comuniste: fondatrice dell’Udi, di NOIDONNE, prima vicepresidente donna della Camera dei Deputati.
Una “gigante”, Marisa, di fronte alla quale mi sentivo piccola ma orgogliosamente convinta di avere ragione nella mia scelta di partito: le persone vengono prima del partito e questo nel partito comunista non era nemmeno pensabile.
Partito forte numericamente ed organizzativamente il Pci; noi Psi certamente più deboli ma con la convinzione che il nostro partito potesse dare un contributo fondamentale all’ammodernamento del Paese per ideologia e per essere in buona compagnia con i partiti socialdemocratici europei dai quali copiavamo politiche e buone pratiche.
Marisa conosceva l’ambiente europeo, era stata parlamentare a Bruxelles nelle prime due legislature ad elezione diretta, dal ’79 all’89, nel gruppo comunista, nel tempo giusto per seguire da un osservatorio privilegiato i grandi cambiamenti dell’Est europeo. E per rendersi conto della necessità del loro cambiamento.
E così iniziò la sua azione di avvicinamento al mondo socialista, quello delle organizzazioni femminili dei partiti socialisti europei che si incontravano a Bruxelles, spesso nelle sale del Parlamento, dove Marisa si muoveva a suo agio essendoci vissuta per una decina di anni e dove io partecipavo in rappresentanze delle donne del Psi, a volte con Alma Cappiello, la nostra responsabile nazionale, a volte sola.
Il nostro fu un incontro un po’ bizzarro perché io vedevo in lei una figura politica affermata, autorevole, competente e di potere; lei vedeva in me, e non potevo minimamente immaginarlo, una “importante”, che aveva il potere di facilitare l’entrata sua, e ovviamente delle donne del Pci, nella rete delle organizzazioni delle donne socialiste. Di fondo una stima personale reciproca, ma entrambe convinte che fosse l’altra quella potente. Un equivoco tra noi che fu sciolto abbastanza rapidamente, capendo entrambe che la cosa più normale da fare era di parlarci con chiarezza, senza nascondere le nostre diversità di pensiero politico e di azioni, un po’ più “eretiche” quelle socialiste, più “strutturate” le sue.
Di lei in quei mesi mi colpì la costanza nel perseguire l’obiettivo e l’umiltà di accettare, venendo lei da un mondo che certamente non ci entusiasmava, l’inevitabile trafila attraverso la quale è necessario passare per poter entrare in una nuova organizzazione. Ci capimmo e con il tempo la nostra stima personale si arricchì di una dimensione affettiva fatta di comprensione e di lealtà, a volte di incoraggiamento quando sentiva, sbagliando, che il mondo della Internazionale Socialista Donne le era ostile, essendo un mondo che doveva conquistarsi poiché tutto nuovo per lei. Ovviamente superò anche quella difficoltà mentre le fu un po’ più difficile e certamente doloroso accettare d’essere stata messa da parte dal suo partito con, mi pare, una certa dose di ingenerosità. Si dava una spiegazione: se tu ti occupi di donne conti meno e forse te la fanno un po’ pagare.
Credo che negli ultimi anni della sua lunga vita abbia però capito che in tante, trasversalmente, abbiamo apprezzato il suo impegno instancabile per le donne: Noi Rete Donne, rete di reti e di associazioni femminili e femministe nata dall’Accordo di Azione comune per la democrazia paritaria, ha scelto Marisa come sua ispiratrice ed icona confermandole affetto e stima.
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