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Numero 11 del 2009

Sex love & ...


Foto: Sex love & ...
PAGINA 23

Testi pagina 23

particolar modo alla donna lavoratrice
nel mondo dell'impresa, per il solo fatto
che la figura femminile, pur essendo
considerata fondamentale nella vita fa-
miliare, rappresenta un peso nell'ambito
lavorativo, semplicemente per il tempo
che deve e vuole dedicare alla famiglia
e che viene sottratto all'impegno lavora-
tivo. Le donne sono una punta di eccel-
lenza nell'economia del paese ma soffro-
no di "sostegno vero" in termini di risor-
se economiche di tempo. La nostra è an-
cora una società che vede più favore-
volmente "la donna al focolare".
Diversamente, deve essere in grado
di conciliare autonomamente tutti gli
impegni .Spesso questo è il motivo del-
l'espulsione repentina dal mondo im-
prenditoriale.
Lei ha ricoperto anche importanti
ruoli sindacali in rappresentanza
dell'imprenditorialità femminile.
Non le sembra che le aspettative più
volte manifestate dalle donne, so-
prattutto nella micro-impresa, siano
spesso disattese?
Nonostante molti sforzi compiuti in
questa direzione, è amaro dovere am-
mettere che, purtroppo, uno dei motivi
principali della mancata crescita del-
l'impresa femminile è sempre legata alla
mancanza di risorse economiche. Il si-
stema bancario italiano "esige" ancora
la "firma del coniuge, o comunque un
avvallo" che spesso non è disponibile. E'
assolutamente necessario individuare
una linea di credito ad hoc, che permet-
ta alle donne di essere autonome anche
nelle scelte finanziarie, fermo restando il
superamento dei "tempi del lavoro e del
tempo di cura". Gli stessi orari delle cit-
tà, delle istituzioni e della scuola an-
drebbero in qualche modo rivisti e resi
flessibili, per integrare al meglio il tessu-
to imprenditoriale delle città.
La crisi c'è? Cominciamo a vedere la
luce in fondo al tunnel o sono solo il-
lusioni? In quali settori imprendito-
riali c'è ancora spazio?
La crisi economica che investe il no-
stro paese è certamente la più grave de-
gli ultimi decenni. La luce la vedo pur-
troppo ancora lontana e, se non verran-
no messi in campo ammortizzatori so-
ciali in tempi rapidi, finanziamenti e so-
stegno alle imprese in difficoltà, credo
che si precipiterà ancora di più verso il
fondo.
Spazi imprenditoriali nuovi ce ne
possono essere, ma di nicchia. Oggi è
impensabile avviare una attività di tipo
tradizionale, occorre ricercare nuovi
prodotti, altissima qualità e modificare
e integrare gli spazi di vendita con atti-
vità collaterali. Per esempio, una bella
libreria che abbia uno spazio dedicato
allo scambio di idee, alla possibilità di
bere un caffè, mangiare un pasticcino,
passare qualche ora in relax…. Modelli
che in Europa si possono già vedere.
Tra i compiti del Direttore c'è la con-
sulenza alle imprese: cosa mette in
campo per sostenere una imprendi-
trice che si sta arrendendo?
Certamente la invito a "tenere duro"
e, se possibile, incrementare l'attività
con idee nuove. Le suggerirei poi di farsi
affiancare nell'attivazione di sostegni fi-
nanziari pubblici e privati, per quanto
possibili. Traghettare non è sempre faci-
le ma sono certa che ce la farà!!!!
noidonne novembre 2009 23
poco credito e scarsa fiducia nelle aziende femminili.
Dall'editoria al sostegno alle imprese,
una visione a tutto campo
L'inverno si avvicina e, con esso, le spese per
il riscaldamento. A tale proposito, equiparan-
do il prezzo del gasolio per riscaldamento in
Italia con quello dei principali paesi europei,
emerge che i cittadini italiani potrebbero
pagare molto di meno per tale prodotto.
Basterebbe che il Governo si decidesse ad
intervenire sul differenziale relativo al prezzo
dei prodotti petroliferi (in questo caso il gaso-
lio riscaldamento) in Italia e negli altri paesi
europei. Dalle tabelle si evince, infatti, che
l'Italia detiene il triste primato del costo più
alto, al netto delle tasse locali, attestandosi al
9% in più rispetto alla media Europea, e ben
al 13% in più rispetto alla Spagna. Tale diffe-
renza si fa ancora più marcata se si guarda ai
prezzi comprensivi di tasse. In tal caso il
prezzo di tale prodotto risulta maggiore del 41%, rispetto alla media europea e
addirittura del 46% rispetto alla Germania. Per fare un esempio, ipotizzando un consumo medio a famiglia di 1000
litri di gasolio per il riscaldamento dell'abitazione, una famiglia italiana paga 1036 Euro, ben 466 Euro in più rispet-
to ad una famiglia francese, 476 Euro in più rispetto ad una famiglia tedesca e 471 Euro in più rispetto ad una
famiglia spagnola."È necessario eliminare questo inaccettabile divario - sostengono Rosario Trefiletti ed Elio
Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef - . Ciò dovrà avvenire attraverso una seria azione di contra-
sto nei confronti delle inefficienze di sistema, delle volontà di guadagno e di una tassazione perversa. È a causa
di tali fattori, infatti, che l'Italia continua a detenere questi tristi primati".
Viola Conti
Gasolio da riscaldamento,
il record del prezzo all'Italia
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