Numero 1 del 2025
80 anni dalla A alla Z
Testi pagina 22
i novanta 1990 / 1999
LE OPPORTUNITÀ E I NUOVI PROBLEMI DEL MONDO GLOBALIZZATO
Finalmente arriva la legge contro la violenza. Il giornale cerca il suo spazio nel mercato editoriale ma la sfida non è sostenibile e il secolo si chiude con l’interruzione delle pubblicazioni. La storia sembra finita, ma…
È un decennio attraversato da importanti avvenimenti a livello nazionale e internazionale, alcuni dei quali di svolta, se non addirittura di portata storica, per le donne. Tra tutti spicca l’approvazione della legge 66/1996 contro la violenza sessuale. Finalmente lo stupro è considerato un reato contro la persona e non più contro la morale pubblica, risultato ottenuto dopo oltre 17 anni di battaglie dei movimenti delle donne che hanno visto la partecipazione attiva di NOIDONNE.
La norma contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale a danno dei minori e la riduzione in schiavitù (nr 269/98) è un altro tassello significativo che è preceduto dalla legge quadro 285/97 sulla “Promozione dei diritti dell’infanzia e adolescenza”. Una importante innovazione, frutto di tante battaglie, è rappresentata dalla legge 125/91 che introduce nell’ordinamento le “Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna”, intese come strumenti utili a favorire l'occupazione femminile e a realizzare l'uguaglianza sostanziale nel lavoro e, in generale, nella società rimuovendo gli ostacoli che impediscono la realizzazione della parità di genere. A garanzia e controllo della sua applicazione è istituito il Comitato Nazionale di Parità e le Consigliere di Parità, regionali e provinciali, hanno funzioni di promozione, vigilanza e controllo sui temi delle pari opportunità e antidiscriminazione nel lavoro. Si tratta di un insieme di provvedimenti che cercano di imprimere un’accelerazione al cambiamento prima di tutto culturale in un’Italia in cui la posizione delle donne continua ad essere piuttosto marginale nei luoghi in cui si esercita il potere politico ed economico. In questo senso la legge 215/92 intende sostenere lo sviluppo dell’imprenditorialità femminile, anche tenendo conto di un articolato quadro normativo a livello europeo che va messo in relazione ai contenuti della Conferenza mondiale delle donne (Pechino 1995) in cui l’empowerment e il mainstreaming sono una piattaforma che vuole dare sostanza ai diritti delle donne come diritti umani in una prospettiva di dialogo con il femminismo. Del resto sono anni in cui la globalizzazione sembra aprire nuovi orizzonti alle relazioni tra i popoli, ma che fanno emergere anche reazioni e rifiuto verso gli immigrati. NOIDONNE parla di tutto questo e dedica ai problemi del lavoro pagine interessanti, così come affronta la salute a tutto campo a partire dal problema dell’Aids che contagia drammaticamente anche le donne. La politica non manca, anche per gli sconvolgimenti provocati dalle inchieste di Mani Pulite che terremotano gli assetti della ‘prima Repubblica’ aprendo la strada al governo Berlusconi seguito da Prodi e D’Alema. Alle sei ministre del governo D’Alema è dedicata una copertina e in loro sono risposte molte speranze di un nuovo inizio per la leadership femminile in politica, e non solo. NOIDONNE racconta l’ultimo decennio del secolo con un mensile che dal marzo 1993 si rilancia puntando anche sull’estetica: aumenta la dimensione del formato, mantiene un’ampia foliazione e sceglie una grafica studiata che arricchisce con belle foto. Offre alle lettrici un giornale corposo, colorato e ricco di informazioni e approfondimenti. Le vignette di Pat Carra e Cristina Gentile accompagnano rubriche e articoli firmati da giornaliste o intellettuali già famose o che in breve lo diventeranno. Fiamma Nirenstein, Lea Melandri, Roberta Tatafiore, Silvia Neonato, Patrizia Carrano, Chiara Valentini, Mariella Gramaglia, Lucia Annunziata, Annamaria Buttafuoco, Monica Luongo, Maria Rosa Cutrufelli, Enrica Bonaccorti, Bianca Pomeranzi affrontano argomenti di tradizionale interesse per NOIDONNE, quali il lavoro o la violenza oppure gli avvenimenti internazionali. Ma il giornale si apre anche a nuove istanze e temi. Il corpo è osservato da vari punti di vista, il mondo gay e lesbico attraversa molte pagine, lo sguardo si posa spesso su sentimenti e introspezioni. È un cambiamento di non poco conto che risente certamente delle trasformazioni sociali ma anche del progressivo allontanamento dell’Udi, impegnata in una sua profonda riorganizzazione; un processo che, relativamente a NOIDONNE, approderà all’uscita dalla Società Editrice NOI DONNE, storica proprietaria della testata, e al subentro in essa della Cooperativa Libera Stampa che assume la piena responsabilità editoriale e finanziaria della rivista: è un passaggio che avviene in presenza di una situazione debitoria già pesante. NOIDONNE inizia una navigazione sempre più incerta nel complesso mercato editoriale, appesantita anche dalla situazione finanziaria e organizzativa difficile per una cooperativa di lettrici e non di investitori. Non accompagnato da contenimenti di costi o riorganizzazioni strutturali, il salto nell’imprenditoria non riesce e alla fine del 1999 il Consiglio di Amministrazione guidato da Isa Ferraguti dal 1998 - succeduta a Costanza Fanelli a sua volta preceduta da Mariella Gramaglia - deve fermare il giornale: l’indebitamento è insostenibile e non si può continuare a stampare senza nuove garanzie. L’ultimo numero è datato dicembre 1999/gennaio 2000. La lunga storia del giornale nato dai Gruppi di Difesa della Donna durante la Resistenza finiva, non senza polemiche e rivendicazioni delle dipendenti, nonostante fossero evidenti da tempo le ragioni della crisi e della difficile sostenibilità dovuta al divario tra costi e ricavi. La voce di Miriam Mafai, che aveva diretto NOIDONNE negli anni ‘60, anzi la sua penna, si leva per salutare una fine inevitabile e annunciata per un giornale che non aveva più ragione di esistere. I decenni successivi hanno smentito quell’analisi politico-editoriale. Era certo finito il tempo di imitazioni di rotocalchi ma non la sfida di una presenza editoriale femminile e militante, basata su contenuti e su relazioni con le donne. Un periodico autonomo da tutti i punti di vista, a cominciare da quello economico. Il successivo lungo cammino di ripresa su basi nuove lo ha dimostrato.