Numero 1 del 2024
Dedicato a Marisa Rodano
Testi pagina 22
Le donne soggetto della trasformazione sociale
Guendalina Di Sabatino
Marisa Cinciari, vedova di Franco Rodano - tra i maggiori intellettuali di sinistra del dopoguerra, antifascista, cattolico e comunista -, rigorosa e accogliente vestiva gli abiti neri del lutto, quando, nel 1984, giovane comunista nella Federazione provinciale di Teramo, ebbi l’onore e il privilegio di incontrarla insieme ad altre donne nella sede del Parlamento di Strasburgo nel suo ruolo di europarlamentare - ultima tappa del suo lungo percorso istituzionale iniziato nel 1946 -, vicepresidente della Commissione Europea per i diritti delle donne.
Antifascista, cattolica e comunista, partigiana e femminista, Maria Lisa Cinciari, per tutti e per sempre Marisa Rodano, ha contribuito a scrivere l’indelebile Novecento della liberazione del popolo italiano dal nazifascismo e dei percorsi di emancipazione e liberazione delle donne dal ruolo millenario di angeli del focolare, sottomesse fattrici di figli, private di ogni diritto dal regime mussoliniano.
Tra le fondatrici dell’Udi, si è battuta all’interno del Pci sulla necessità che fosse riconosciuta una organizzazione delle donne autonoma dai partiti, nella certezza politica, e la storia le ha dato ragione, che le donne fossero soggetto della trasformazione sociale e della costruzione della democrazia.
Nel 1984, nella mia doppia militanza nel partito e nel movimento femminista, ero responsabile femminile provinciale nella Federazione comunista di Teramo. Come detto ero molto giovane, al pari della maggior parte delle componenti la delegazione nazionale, costituita da donne di tutte le forze politiche. L’incontro al Parlamento europeo sulla promozione delle azioni positive a favore delle donne, contenute in una importante Raccomandazione del Consiglio della Comunità Europee, era presieduto dall’On. Marisa Rodano. In quello stesso anno, le azioni positive diventarono lo strumento operativo della politica europea per promuovere la partecipazione delle donne a tutti i livelli ed in tutti i settori dell'attività lavorativa, con l’obiettivo di eliminare le disparità nella formazione scolastica e professionale, nell'accesso al lavoro, nella progressione delle carriere e nello svolgimento dell'attività lavorativa, in un contesto sociale e familiare rinnovato: solidale, responsabile ed equilibrato nella ripartizione del lavoro domestico fra i sessi. Accanto a lei sedeva la cara Elena Marinucci, senatrice femminista socialista, parallelamente impegnata in Italia e a livello europeo a sollecitare il dibattito per il superamento del concetto di parità formale verso il principio delle “pari opportunità”, per garantire le quali, in costante dialogo con le donne dei partiti e dei movimenti, ha combattuto tutta la vita, fino alla sua scomparsa, lo scorso 31 marzo 2023. Le politiche per le pari opportunità, che mirano a rimuovere le discriminazioni culturali agenti contro le donne nella vita sociale, economica, lavorativa e politica, continuano ad essere fondamentali nel percorso di costruzione di una democrazia realmente paritaria libera dalla cultura patriarcale. Per questo obiettivo, inarrendevole nel suo secolo di vita, Marisa Rodano nel 2010 fondò, insieme a Daniela Carlà, la rete nazionale, informale e autonoma dai partiti, Noi Rete Donne. Viva Marisa, Marisa vive!