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Numero 11 del 2009

Sex love & ...


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PAGINA 22

Testi pagina 22

Nel 1992, dopo un decennio di atti-vità al servizio della riqualificazio-
ne delle PMI partenopee, nasce Unione
Nazionale di Imprese - UNIMPRESA e,
nel 2003, diventa un'organizzazione
nazionale, apartitica, autonoma ed in-
dipendente, fondata sui principi della
mutualità, della responsabilità sociale
dell'impresa e della libera adesione,
ispirata ai principi della dottrina socia-
le cristiana. Costituisce il sistema di
rappresentanza delle micro, piccole e
medie imprese, così come individuate
dalle norme dell'Unione Europea, nei
settori di appartenenza dell'attività pri-
maria, secondaria e terziaria esistenti
(artigianato, agricoltura, commercio,
industria, turismo, servizi, socio-sanita-
rio, pesca, nautica, costruzioni, traspor-
ti, etc.), nonché di tutti i settori che svol-
gono un'attività economica, sotto qual-
siasi forma giuridica costituite, compre-
sa la forma cooperativa.
UNIMPRESA è presente in tutta Ita-
lia con sedi territoriali, Federazioni Re-
gionali e Federazioni Nazionali di cate-
goria.
Anna Maria Beckers, Di-
rettore della Federazione
Regionale Emilia Roma-
gna, già imprenditrice nel
settore dell'editoria, un
mondo del quale si parla
poco. Ci racconta la sua
esperienza e quanto le è
stata propedeutica per il
ruolo che occupa oggi?
Il mondo dei libri è un
mondo fantastico. Il libro
va amato coccolato riveri-
to, ho amato molto il mio
lavoro ed ho ottenuto gran-
di soddisfazioni. Il mio "de-
stino" di libraia è stato trac-
ciato fin dalla mia infanzia,
leggevo tantissimo come del
resto tutta la mia famiglia.
Passavamo intere serate a
leggere ed a scambiarci opi-
nioni , il nostro salotto era
come dire "letterario".
Nel tempo mio padre de-
cise di intraprendere l'attivi-
tà di libraio, ma con una
formula antica "la bancarel-
la", così, insieme ad altri, fu
fra i fondatori della Fiera
del Libro Città di Bologna, tuttora esi-
stente.
Ovviamente l'attività veniva svolta
anche con altre modalità, ma il contat-
to vero era sulla strada , nelle piazze.
Infatti il nostro slogan era "un libro in li-
bertà ,un amico per sempre".
Abbiamo portato libri e cultura in
città, paesi e contrade, incentivando in
tal modo un approccio alla lettura, alla
conoscenza della carta stampata. Nel
mentre frequentavo l'università ed il mio
sogno era di diventare un grande medi-
co. Ero innamorata del Dottor Albert
Schweitzer e avrei voluto diventare co-
me lui. Adesso faccio il "veterinario" a
tempo perso, per gli animali abbando-
nati.
Purtroppo venendo a mancare mio
padre dovetti occuparmi dell'azienda a
tutto campo, tralasciando i miei deside-
ri iniziali: ne è valsa la pena!
Ho potuto conoscere grandi e piccoli
scrittori, editori, ho fatto parte della
giuria del Premio Bancarella. Ho appro-
fondito le mie conoscenze letterarie, ed
ho cominciato ad impegnarmi politica-
mente, svolgendo un ruolo importante
all'interno del sindacato del commercio
su aree pubbliche, ruolo che mi ha per-
messo di crescere e di ricoprire nel tem-
po altre cariche importanti e gratifican-
ti. Oggi il mondo dell'editoria è certa-
mente evoluto, i libri si trovano in ogni
angolo della strada e non solo, ma cer-
tamente non c'è più il caro vecchio li-
braio che ti può dare un consiglio, che
scambia con te opinioni. Abbiamo per-
so un pezzo della nostra storia, fatta di
emozioni, di sensazioni ed anche di
odori: i libri hanno profumo, hanno un
odore inconfondibile!
Si può pensare ad una diversità im-
prenditoriale, relativamente a chi la
conduce?
Non credo si possa definire una so-
stanziale differenza imprenditoriale, ma
certamente le librerie delle donne e le
editrici donne hanno una caratteristica
inconfondibile: la ricercatezza di parti-
colari, di creatività, di quelle sfumature
che spesso gli uomini trascurano, dei
colori, dell'ambiente, del luogo dove si
può socializzare e scoprire nuove emo-
zioni. La stessa considerazione si può
estendere anche negli altri settori, fermo
restando tutte le difficoltà che deve af-
frontare una donna imprenditrice, spes-
so in forte difficoltà a gestire la sua
azienda poiché si deve scontrare con un
mondo che la richiederebbe a tempo pie-
no e che spesso non si concilia con il suo
lavoro di cura, di moglie e di genitrice.
Perché quando si discute, in tutti gli
ambiti, di temi economici e di strate-
gie di sviluppo si tiene conto margi-
nalmente delle donne, fatto salvo
che tutti, nelle dichiarazioni d'inten-
ti le considerano una risorsa?
Non pochi ostacoli si presentano, in
novembre 2009 noidonne22
Il profumo dei libri
Intervista a Anna Maria Beckers
Donatella Orioli
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